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venerdì 26 maggio 2017

Diritto di rettifica, come e quando esercitarlo


Nel nostro Paese, quando ci si sente lesi da un articolo pubblicato da un giornale, o più semplicemente si riscontrano dati o informazioni errati, quando non travisati, l’ordinamento giuridico prevede l’esercizio del diritto di rettifica.

Le rettifiche devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.

Per le testate quotidiane, cartacee o web, le rettifiche devono essere pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.

Per i periodici, le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.

L’esercizio del diritto di rettifica risulta d’importanza fondamentale per evitare che siano date informazioni non corrispondenti alla verità dei fatti. In particolare sul web, dove le notizie permangono ad libitum dopo la loro pubblicazione, essendo sempre reperibili attraverso i motori di ricerca, risulta di estrema utilità l’esercizio del diritto di rettifica che, quando richiesto legittimamente, raramente viene rifiutato per via delle conseguenze legali che il rifiuto da parte della testata potrebbe comportare.

Dal punto di vista formale la richiesta di pubblicazione, indirizzata al Direttore Responsabile, deve contenere la seguente formula:

“A norma della Legge 416/1981, con la presente si chiede la pubblicazione della seguente rettifica ..."

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