Sarà l’IA la chiave per la trasformazione della Pubblica Amministrazione italiana?

L'Intelligenza Artificiale (AI) sta diventando un ingrediente sempre più importante nella ricetta per il futuro della Pubblica Amministrazione (PA). In tutta Europa, i paesi stanno sviluppando strategie nazionali per integrare l'AI nella PA, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza, la precisione e la qualità dei servizi.

L'Italia ha preso l'iniziativa con una strategia nazionale che prevede l'attuazione di 24 politiche in un arco di tre anni. Queste politiche mirano a potenziare il sistema AI del paese attraverso lo sviluppo di competenze, ricerca, sviluppo e applicazioni. Gli interventi si concentrano sulla creazione di infrastrutture dati, sulla semplificazione dei servizi pubblici e sull'innovazione delle amministrazioni.

L'AI può essere utilizzata in vari modi per migliorare i servizi pubblici. Un esempio di ciò è l'uso di assistenti virtuali e chatbot per fornire informazioni e servizi ai cittadini in modo più rapido ed efficiente. Il Comune di Siena, ad esempio, ha attivato il chatbot Caterina per erogare certificati anagrafici.

Altri campi di applicazione dell'AI nella PA includono l'estrazione di informazioni da immagini, l'analisi di dati strutturati e non strutturati e la creazione di chatbot. L'INPS, ad esempio, sta introducendo algoritmi per classificare automaticamente le email.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti nella digitalizzazione della PA, sebbene non specificamente nell'AI. Nonostante ciò, i Comuni possono sfruttare i fondi del PNRR per progettare smart city con assistenti virtuali avanzati.

È importante sottolineare che l'AI è vista come un collaboratore dei dipendenti pubblici, non come un sostituto. L'obiettivo è che l'AI aiuti a migliorare l'efficienza e la precisione dei servizi, non che sostituisca il lavoro umano.

Tuttavia, l'uso dell'AI deve essere controllato e comprensibile. I cittadini devono essere in grado di capire come vengono prese le decisioni basate sull'AI e devono poter chiedere conto delle decisioni che li riguardano. Questo rappresenta una parte fondamentale dell'approccio italiano all'AI: un'intelligenza artificiale che lavora per i cittadini, non contro di loro.

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