Le Media Relations ed il delicato rapporto con i giornalisti


Spesso il rapporto tra giornalisti e professionisti dei media non è armonico. Da un lato, i giornalisti sono stanchi di ricevere informazioni e comunicati stampa che non hanno nulla a che fare con l'ambiente in cui operano, dall’altro le agenzie di Relazioni Pubbliche li pressano cercando di ottenere la pubblicazione delle notizie.

Ecco alcuni suggerimenti per migliorare le relazioni con i media:

1. Definizione ‘chirurgica’ dell’obiettivo

Una delle cose che più preoccupa un giornalista è quello di vedersi la casella di e-mail intasata da messaggi impersonali che non corrispondono agli argomenti di cui solitamente scrivono. Per questo motivo è molto importante inviare informazioni ai giornalisti che trattino effettivamente l’argomento evitando di fare invii di massa a gruppi indefiniti di giornalisti.

Ma come si fa a identificarli? Un buon modo è quello di effettuare delle ricerche sulle testate in merito alle notizie di interesse per il vostro settore o sulla concorrenza. Nell'analizzare questo tipo di media si arriva a conoscere come scrivono questi giornalisti e ciò rende possibile inviare solo le informazioni che realmente possono essergli d’interesse.

2. Atteggiamento collaborativo

Un giornalista, mediamente, non impiegherà più di un minuto a leggere il vostro comunicato stampa, cercando di capire quello che si vuole comunicare. Bisogna quindi fare in modo di trasmettere un messaggio chiaro e preciso.

Come detto in precedenza, i giornalisti hanno molti problemi da affrontare e il nostro obiettivo è quello di facilitare loro il compito fornendo contenuti con titoli semplici e dare loro le informazioni più utili (chi, cosa, quando, dove e perché) espresse per mezzo di frasi brevi e chiare, possibilmente agevoli da copiare e incollare. In definitiva, a causa del poco tempo che hanno, bisogna rendere il loro lavoro redazionale più facile.

3. La qualità paga

Con l'ascesa dei social network e l'accesso alle informazioni da qualsiasi luogo, il modo in cui i giornalisti lavorano è cambiato, e continua a farlo continuamente. Questo però dal punto di vista quantitativo, quando infatti si tratta di informazione di qualità il metodo resta quello tradizionale basato sulla ricerca, verifica ed integrazione delle informazioni che il giornalista ha a disposizione. In questi casi, il giornalista avrà più tempo e cercherà un contatto più frequente con le fonti delle informazioni al fine di reperire informazioni e contenuti il più possibile originali e verificati.

Quando ci si trova in uno di questi casi è sempre meglio stabilire un contatto telefonico ed incontri di persona, al fine di poter cooperare con il giornalista nel modo più accurato possibile, fornendo notizie, approfondimenti ed insight il più possibile di qualità e non già pubblicati precedentemente.

4. Essere flessibili e cercare di essere disponibile

Nei rapporti con i media, la pazienza è tutto! Tranne casi particolari nessuno vi correrà dietro per sapere le ultime notizie su un argomento e quindi ogni occasione di contatto con la stampa non va sprecata. In particolare, quando si riveste il ruolo di relazione con i media in una realtà di media e grande entità, al di là dell’importanza e dell’influenza della stessa, bisognerà mettersi a completa disposizione dei media facendo il possibile per venire incontro alle esigenze, e soprattutto alle urgenze, di questi.

Ciò però non deve determinare la consegna di facoltà direttive ai media sugli argomenti di propria pertinenza, questo nuocerebbe al potere contrattuale dell’ente per cui si comunica, bensì si tenderà a mostrare ampia disponibilità alla collaborazione sinergica e cercare il più possibile di venire incontro alle esigenze dei media. La disponibilità seppur ‘controllata’ è una qualità che i giornalisti apprezzano molto in quanto lavorano perennemente sotto pressione di immediatezza.

5. Mappatura dei fenomeni contingenti

Aver ottenuto un’uscita sulla stampa una volta non significherà automaticamente avere la disponibilità del giornalista a pubblicare ogni vostro comunicato in futuro. Le uscite sui media sono spesso dettate da fattori contingenti e a volte viene data attenzione a notizie che, altrimenti, non sarebbero state minimamente prese in considerazione per la pubblicazione.

Se curate le relazioni con i media, oltre alle normali attività di mantenimento delle relazioni con i giornalisti, quali la partecipazione ad eventi, incontri personali e telefonici, si rende spesso necessaria una mappatura dei fenomeni contingenti, ovvero quei trend di notizie che potrebbero fare da volano alla visibilità delle vostre. A volte queste notizie sommerse, che non ‘bucano’ ma che vengono rilevate in quantità dalla stampa, possono infatti fornire un aggancio per l’interesse dei media ed un ‘traino’ alla redemption della vostra notizia.
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KPI e media relations, gli Indicatori Chiave di Prestazione nelle relazioni media


KPI è l’acronimo inglese di Key Performance Indicator (Indicatore Chiave di Prestazione), una misura di progresso particolarmente importante per monitorare le performance dell’impresa in termine di metrica, target, misura e impatto.

Impostare una batteria di KPI aiuta a definire il modo in cui un’organizzazione effettua il monitoraggio sulla produzione e permette di poter adattare le proprie linee di azione verso obiettivi chiari e misurabili.

Se usati in modo efficace, i KPI possono costituire uno strumento essenziale a favore delle campagne sui media per qualsiasi organizzazione, in particolare quelle più grandi e strutturate.

Qui di seguito si elencano quattro KPI, calcolabili individualmente, che possono aiutare il manager delle media relations ad ottenere una visione essenziale e sintetica in merito ai risultati di una campagna sulla stampa:
  • Audience reach (audience raggiunta)
    Questo KPI indica la capacità di raggiungere il pubblico. L’audience reach corrisponde al numero stimato di persone che la campagna ha raggiunto come risultato di una attività di media relations.
    È calcolato prendendo a riferimento la media di ascolto di ogni singolo elemento di copertura (articoli, servizi radio tv, etc.) incrociato con la quantità di permanenza di ognuno di essi sui mezzi.
  • Total Items of coverage (totale degli elementi di copertura)
    Il totale degli elementi di copertura è un elenco completo di ogni singola sorgente media nella campagna in questione, includendo tutto ciò che va dalle interviste radio e televisive ai post sui blog fino anche alle competizioni online.
    Oltre a questo elenco, come parte di un report di copertura personalizzato, viene generalmente costruita una mappa completa di copertura regionale che mostri esattamente dove i messaggi hanno avuto maggiore impatto e quali parti del paese siano state maggiormente influenzate dalla campagna.
  • AVE - Total Advertising Value Equivalency (Valore Pubblicitario Equivalente) Questo indicatore corrisponde al costo monetario che la stessa copertura avrebbe comportato se raggiunta attraverso l’acquisto di moduli pubblicitari ed è calcolato in base al valore medio dello spazio pubblicitario e del tempo di trasmissione.
    Il concetto di Valore Pubblicitario Equivalente (AVE) ha generato un certo dibattito nel campo delle public relations, perché questo concetto sembra in grado di calcolare il valore monetario relativo alla copertura mediatica e, per estensione, consente alle media relations di confrontare i propri risultati con quelli dell’advertising.
  • PR Value (valore di PR) Questo indicatore misura il valore monetario totale degli outlet mediatici impiegati in una campagna. Ad esempio, i valori allocati alle emittenti televisive vengono calcolati prendendo le cifre d'ascolto Auditel e determinando una cifra (percentuale) di valore relativo per ciascuno di essi.
    Ad esempio, quattro elementi di copertura sulle emittenti televisive nazionali con un valore PR di 100 offriranno un valore totale della campagna di 400.

Non c’è dubbio che gli Indicatori Chiave di Prestazione siano utili al team per comprendere come le loro attività contribuiscano a raggiungere gli obiettivi organizzativi più importanti.

Declinare una visione sintetica delle performance su diverse piattaforme multimediali si rivela fondamentale per creare campagne mediatiche di successo e raggiungere utenti e stake-holder con il contenuto giusto, nel posto giusto, al momento giusto.
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Il Content Marketing per gli studi legali. Video post, social network e blog al servizio degli avvocati


La realtà di oggi richiede strumenti relazionali sempre più innovativi, che si adattino al meglio a ciò che la tecnologia ci offre e siano orientati alla globalizzazione. Le innovazioni tecnologiche e la globalizzazione hanno rivoluzionato le strategie di marketing e comunicazione degli studi professionali, in particolare quelle degli studi legali.

Con il cambiamento della realtà relazionale cambia non solo il mercato, ma anche le strategie di marketing e di comunicazione. La comunicazione e il marketing sono quindi presenti nella vita quotidiana degli studi legali e costituiscono una parte fondamentale della loro strategia aziendale globale, contribuendo notevolmente al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

In seguito, analizziamo le tendenze del settore legale in relazione alle strategie di marketing e di comunicazione che gli studi legali stanno attuando:

Tendenze di marketing e comunicazione nel settore legale

Per quanto riguarda il marketing, in primo luogo, è consigliabile distinguere tra strategie di marketing legale e legal branding. Le strategie di marketing legale si riferiscono alla gestione del mercato, mentre il legal branding si occupa della gestione delle aziende come marchi. Le azioni che incoraggiano l'utente a ricordare il vostro marchio, così come il suo posizionamento come riferimento in alcune delle specializzazioni del settore, sono essenziali per ottenere la differenziazione.

L'attuale tendenza all'interno delle strategie di marketing e comunicazione di uno studio legale è il cosiddetto inbound marketing, cioè la realizzazione di tecniche che combinano marketing e pubblicità mirate ad attrarre l'utente, fornendo valore, cioè tecniche mirate a generare contenuti di qualità. Fondamentalmente l'inbound marketing si poggia su 3 pilastri: content marketing, social network e blogging.

Content marketing nel settore legale

Il contenuto è fondamentale, sia per la fedeltà dei clienti esistenti in uno studio legale, sia per l'acquisizione di nuovi clienti. La qualità dei contenuti è un fattore importante per esplicitare la differenziazione della propria proposta da quella degli altri studi legali. 

In questo senso, oltre agli articoli presenti sul sito istituzionale ed ai post su blog legali, il formato video si è affermato come nuovo canale di comunicazione tra l'avvocato e il cliente. Sui social media troviamo infatti sempre più video con avvocati che risolvono dubbi su un problema attuale e condiviso da larghe fasce d'utenza. Questo genere di contenuto rende l'utente interessato e genera una maggiore fiducia nel professionista, di conseguenza, più probabile che l'utente decida di ricorrere ai servizi promossi dal video.

L'utilizzo dei social network nel settore legale

L'investimento degli studi legali nei social network è aumentato considerevolmente. I social network sono uno strumento molto utile per la comunicazione, quindi sono sempre più utilizzati dagli avvocati soprattutto come fonte di networking, sviluppo del marchio o come strumento di reputazione online.

Il blogging per gli studi legali

Il blog è uno strumento fondamentale per dare visibilità all'azienda attraverso la pubblicazione di articoli, comunicati stampa o sessioni di formazione. Maggiore è il valore che il contenuto porta all'utente, maggiori sono le possibilità che l'utente visiti il sito web e sia interessato al contenuto.

Anche i siti web degli studi legali devono essere aggiornati, in quanto sono l'asse fondamentale per la loro strategia di marketing e comunicazione digitale. Inoltre, è necessario adattare il design in modo che venga visualizzato correttamente su tutti i dispositivi mobili, non solo sul computer o laptop. Il numero di ricerche effettuate su Google dagli smart-phone è maggiore del numero di ricerche effettuate attraverso un computer o laptop, quindi avere un sito web che visualizza bene tutti i contenuti offerti è fondamentale affinchè Google lo posizioni al meglio.

Strategia di comunicazione nel settore legale

Oltre alla strategia di marketing, la strategia di comunicazione di uno studio legale è un fattore molto importante. Va tenuto presente che una comunicazione efficace richiede una strategia chiara e definita. In ogni strategia di comunicazione deve esserci, tra l'altro, unità nel messaggio e impegno per l'innovazione: occorre quindi ricercare formule di comunicazione creative e innovative.

Se non comunichi, non esisti

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Convegno: Vero o Falso? Promuovere i luoghi affidabili del web, combattere le fake news

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Il prossimo 23 Gennaio dalle 14.00 alle 18.00, nella Sala dei Parlamentino presso la sede del CNEL a Villa Lubin (via David Lubin 2, Roma), si terrà l’incontro dal titolo “Vero o Falso? Promuovere i luoghi affidabili del web, combattere le fake news. Fare rete per bonificare la rete” organizzato dall’Associazione Quality News Italia.

L’Associazione Quality News Italia, associata a Confassociazioni, ha recentemente sviluppato una ricerca sul tema delle fake news, diventato di grande attualità in tutti i settori dalla sanità alla tecnologia alla politica.

Un dibattito che coinvolge tutto il mondo dell’informazione, in particolare il web che a fronte delle enormi possibilità offerte è sempre più spesso anche sorgente di operazioni pericolose e strumentali.
Al centro del dibattito strumenti e filosofie per contrastare il diffondersi delle fake news, più specificamente promuovendo i luoghi affidabili della rete attraverso l’informazione puntuale, l’educazione alla verifica e “il fare rete per bonificare la rete”.

La ricerca sarà condivisa con un panel di autorevoli e selezionati stake-holder, in rappresentanza del mondo delle istituzioni, media, think tank, mondo accademico, ricerca, mondo delle professioni e dell’imprenditoria.

Parteciperanno al convegno: Prof. Tiziano Treu, Presidente Cnel; Dario Tiengo, Presidente Associazione Quality News Italia; Angelo Deiana, Presidente Confassociazioni; Stefano Colla, Vicepresidente Qualitynews Italia con delega all’Innovazione; Filippo Piervittor, Vicepresidente Qualitynews Italia con delega all’editoria; Prof. Giorgio De Michelis, professore di Interaction design all’Università di Milano - Bicocca; Prof. Francesco Pira - Sociologo, Docente di Comunicazione e Giornalismo Università di Messina; Angelo Maria Perrino, fondatore e direttore di affaritaliani.it; Stefano Vaccara, direttore www.lavocedinewyork.com; Giancarlo Ricci, Direttore Microsoft News Italia e paesi del Mediterraneo; Pawel Zorzan Pawel ‘okno’ Zorzan Urban, Co-Founder & Senior Cyber Security Manager BRAT Security; Domenico Navarra, giurista specializzato in tecnologia e innovazione; Anna Zollo, Ricercatrice, docente e Direttore di Frodialimentari.it.

L’obiettivo dell’evento è quello di coinvolgere il mondo dell’informazione e i suoi fruitori, il mondo della scuola per offrire ai nostri giovani un punto di riflessione stimolando la discussione sull’argomento ed evidenziare i provvedimenti che possono essere messi in atto per contenere gli effetti negativi del fenomeno sulla democrazia.
Ai partecipanti, iscritti all’Ordine dei Giornalisti, saranno erogati 4 crediti formativi OdG.
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Media Relations, il metodo americano


Trattare con i media rappresenta una sfida unica in quanto i mezzi d’informazione hanno il controllo totale sulle notizie che gli vengono proposte, stabilendo se possano risultare d’interesse per la propria audience.

I rapporti in corso tra un’organizzazione e i media risultano pertanto di vitale importanza affinché questa possa esprimere pienamente il proprio potenziale di narrazione. Questo volume rappresenta una guida operativa di riferimento per il professionista delle relazioni pubbliche che intenda approfondire e sviluppare le proprie conoscenze nella branca specifica dei rapporti con i media, utilizzando gli strumenti più efficaci e prendendo in considerazione metodologie mirate ad un rapporto equilibrato e pro-attivo con i mezzi d’informazione.

Oltre alla descrizione delle tecniche e degli strumenti tipici delle relazioni con i media, intese a partire dall’esperienza americana, a tutt’oggi la più avanzata a livello mondiale, il volume fornisce un’ampia trattazione degli effetti della comunicazione attraverso i media in merito alla gestione della reputazione attraverso tecniche avanzate di crisis e reputation management.

Per acquistare il libro:
Versione cartacea: [ La Feltrinelli | MondadoriStore | IBS ]
Versione e-Book: [ iTunes | Google Play ]
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I quotidiani cartacei perdono il controllo dell'ultima frontiera che li separava dalla digitalizzazione totale

Per la prima volta nella storia delle rilevazioni sulla stampa del Pew Research Center, il numero di persone informate attraverso i social network è superiore a quello delle edizioni cartacee dei quotidiani.

Dei cinque aspetti informativi analizzati (televisione, siti di informazione, radio, social network e giornali), la stampa cartacea è ormai la meno consultata negli Stati Uniti.

Mentre il 20% degli americani intervistati ammette di leggere le proprie notizie principalmente attraverso i social network, solo il 16% riporta di leggere i giornali su carta. Nel 2016, la situazione era invertita, ovvero il 18% preferiva il web, mentre il 20% leggeva i giornali cartacei, ma negli ultimi due anni piattaforme come Facebook, Twitter, Youtube e Instagram hanno deciso di dare il sorpasso finale ai giornali.
"Il piccolo vantaggio dei social network rispetto alla stampa cartacea emerge dopo anni di calo costante nella circolazione dei giornali e di modesto aumento della quota di cittadini che utilizzano i social network", hanno spiegato gli analisti della Pew. 
Gli altri media tradizionali mantengono il loro valore informative: il 49% degli intervistati riferisce infatti di guardare la televisione (contro il 57% nel 2016), il 33% visita i siti di informazione (28% nel 2016) e il 26% ascolta la radio (25% due anni fa). La radio peraltro è l'unico formato tradizionale (e digitale) che mostra una crescita (dell'1%) negli ultimi due anni, dato che sia la televisione che i giornali continuano a scendere.
"E se si guarda all'uso combinato delle notizie online (la percentuale che viene spesso riportata su siti web o social network), il web si avvicina alla televisione come fonte di notizie (il 43% riceve notizie sul web e il 49% in televisione)”.
La preferenza per i media digitali è più marcata tra i giovani. Gli ultrasessantacinquenni hanno cinque volte più probabilità di guardare i notiziari televisivi rispetto a chi ha tra i 18 ed i 29 anni, mentre solo il 16% della popolazione giovane guarda frequentemente i notiziari televisivi. Quindi i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni hanno quattro volte più probabilità di essere informati attraverso i social network rispetto agli adulti di età superiore ai 65 anni.

La stampa cartacea è ovviamente ancora popolare tra gli anziani. Mentre quasi quattro persone su 10 di età superiore ai 65 anni di solito leggono le notizie sui giornali cartacei, non più del 18% degli altri gruppi di età riportano lo stesso comportamento. Nella fascia di età 30-49 anni, i siti di notizie sono i più popolari, con il 42% di preferenze, rispetto al 27% dei più giovani.


Photocredit: Pexel.com
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Aperte le iscrizioni al corso di ufficio stampa istituzionale di LabParlamento Academy


Dall’11 al 13 Aprile prossimi, nella sede di Via delle Quattro Fontane 15 a Roma, si terrà un corso di formazione a cura di LabParlamento Academy sull’ufficio stampa istituzionale.

Il corso è rivolto a chi intende avvicinarsi o approfondire il funzionamento dell’informazione nell’ambito delle attività del Governo, del Parlamento, delle forze politiche, delle rappresentanze sindacali, dell’impresa e degli organismi internazionali.

Il Corso di formazione è organizzato con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche tenute da esperti del settore della stampa e dei media: Giancarlo Loquenzi; Simone Santucci; Dino Amenduni; Marco Di Eugenio; Alessio Falconio.

Il Corso Intensivo in strumenti per l’ufficio stampa istituzionale ha una durata di 18 ore, articolate in 3 incontri, tra lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche:

Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa all’indirizzo: academy@labparlamento.it
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